saper costudire

19 novembre 2018

cavolo bio

Passeggio per i miei campi sempre con qualcosa da fare, canestro, coltello e gommini  mi accompagnano passo passo, a gennaio l’orto si fa duro, l’inverno raccoglie la verdura più veloce di  quanto io possa fare e vuoi per il freddo o per la pioggia, quel rigoglio e pienezza di colori dell’ orto  autunnale si trasforma in una monocromia difficile da spezzare. Resistano i cavoli che con la loro consistenza fogliare sembrano sbattersene del tempo che gli passa addosso, resistono i gobbi con la loro coperta di terra che gli accompagna nel riposo, resisto molte cicorie, qualche carota che non si è spaventata per la troppa pioggia e  i porri che si fanno coraggio tra loro.

Penso come doveva essere dura un tempo quando “si campava” solo con quello che dava il campo, gennaio febbraio e marzo erano mesi dove la cantina e  il suo conservere era l’unico vero tesoro: vino, olio, conserve, passate e marmellate, frutta fatta seccare al sole dell’estate, farina, patate e mais da polenta… Ricordo mio nonno Daniele ancora in vecchiaia, nonostante fossero arrivati i tempi dell’abbondanza e dello spreco, come custodiva gelosamente la chiave di quella cantina, sempre ben chiusa e guai se la chiave non tornava subito al posto dopo averla usata.  A me da bambino  pareva assurdo doverla chiudere e riaprire ogni volta, solo oggi capisco il valore e il significato di quel custodire.

bio bietola



Condividi

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *