L’agricoltura contadina rende liberi…

14 marzo 2016

Piante di fico

Sono salito sopra una pianta di fico, ho cercato i rami piú vigorosi e ne ho tagliati alcuni, sceso ho preso un palo di ferro e dove ieri avevo lavorato la terra ho cominciato a conficcarlo nel terreno facendo buchi fondi 50 cm. Qui poi infilavo i rami che avevo appena tagliato… Ho messo a dimora nuovi alberi di fico, dall’estremità di quei pezzi di ramo grazie alla vigoria della pianta usciranno nuove radici che trasformeranno quel legno in un albero…. Un pò come nell’uomo che piantava gli alberi avrei potuto continuare all’infinito riempendo un intero campo. Allora penso a quanto nella storia  i contadini siano rimasti uomini liberi  in grado di autoriprodursi le materie prime.

Indipendenti dalle logiche del mercato si lavorava creando la fertilità dei nostri terreni moltiplicando i nostri semi dopo averne selezionato i migliori, liberi nel legame che il nostro lavoro fa con la terra.  Un sistema malato ha voluto trasformare contadini liberi in imprenditori agricoli schiavi, ci hanno fatto credere che la burocrazia sia indispensabIle per far crescere l’insalata, noi contadini troppo impegnati con lo sguardo alla terra e con troppe fatiche della giornata di lavoro sulle spalle ci siamo fatti ingannare.  l’abbaglio dei fondi europei pac e tutto quello che è finanza ha reso il cambiamento più facile  e apparentemente più indolore… In realtà farci perdere la nostra indipendenza significa far estinguere la civiltà contadina… Resistere è un atto di responsabilità.

Agricoltura contadina

pianta di fico



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